Le situazione gestionale del servizi pubblici a rilevanza economica deve risultare da una relazione annuale da pubblicare in Amministrazione Trasparente, sotto la voce "servizi erogati" affinché il cittadino ne abbia conto: parliamo di tutti gli enti che erogano servizi pubblici locali a rilevanza economica. Quindi i maggiormente interessati sono le Regioni ed i Comuni.
La novità della Legge 190/2025 in tema di obblighi di pubblicazione ex DLvo 33/2013, è l'applicazione, da parte di ANAC, di una sanzione amministrativa tra 5mila e 10mila euro all’Ente locale che non abbia adottato la relazione sulla situazione gestionale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica o che non l’abbia pubblicata nel sito web istituzionale Amministrazione Trasparente.
Dalla mia esperienza non risulta un adempimento dei più noti, quindi è meglio ricordarlo.
Già che ci siamo, cogliamo l'occasione per ripassare la materia dei servizi pubblici a rilevanza economica, partendo dalla definizione.
La nuova disciplina introdotta dal decreto 201/2022 "Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica" interviene su vari settori, tra cui il TPL, definendo:
- le modalità di gestione dei servizi pubblici locali e i connessi livelli di responsabilità decisionale
- idonee forme di consultazione pubblica nei processi valutativi
- idonee forme di trasparenza, con le sanzioni che abbiamo visto sopra
I “servizi pubblici locali di rilevanza economica” sono definiti all’art. 2 del decreto come “i servizi di interesse economico generale erogati o suscettibili di essere erogati dietro corrispettivo economico su un mercato, che non sarebbero svolti senza un intervento pubblico o sarebbero svolti a condizioni differenti in termini di accessibilità fisica ed economica, continuità, non discriminazione, qualità e sicurezza, che sono previsti dalla legge o che gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, ritengono necessari per assicurare la soddisfazione dei bisogni delle comunità locali, così da garantire l’omogeneità dello sviluppo e la coesione sociale”.
Secondo Eurispes (Istituto di Studi Politici Economici e Sociali, ente privato italiano senza fini di lucro nato nel 1982 ed operante nel campo della ricerca politico-economica) i nostri standard si sono elevati negli anni grazie alle leggi sulla concorrenza di derivazione comunitaria.
Concludiamo con i principi generali che guidano la normativa sulla difesa della libera concorrenza e dell'antitrust. Vale a dire:
- rimozione delle barriere di ingresso al mercato
- obblighi di pubblicità per contributi pubblici ricevuti, in ossequio alla trasparenza
- gare obbligatorie per affidare concessioni autostradali, impedendo rinnovi automatici
- per i Servizi Locali, misure per garantire maggiore concorrenza nella gestione dei servizi, inclusa la mobilità elettrica.
A vegliare su tutto questo l'AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha il compito di segnalare situazioni di distorsione del mercato derivanti da leggi o regolamenti.