Se parlassi con i miei amici di queste cose, non mi capirebbero, non so i vostri.
E' vero che il linguaggio burocratico, seppur arricchito di nuove e fulminanti terminologie, resta sempre un linguaggio criptico; per cui, se andate a festeggiare la vostra valutazione con aperitivi colorati, esordendo con l'entusiasmo di chi ha ricevuto un buon punteggio: “carissimi, brindiamo alla valutazione della mia performance, dato che ho raggiunto sia gli output che gli outcome, affermando una grande accountability! Vi rendete conto che ho contribuito ad aumentare il valore pubblico!" Beh, descrivetemi le espressioni di chi vi ascolta.
Una volta si citavano i buoni e vecchi articoli della Costituzione, che per noi dipendenti pubblici conservano un'aria familiare e, in fondo, non sono così incomprensibili per il resto del mondo, tipo l'art. 97 della Costituzione che lancia i principi di IMPARZIALITA' e BUON ANDAMENTO: vale a dire, tutti i cittadini sono uguali e la pubblica amministrazine deve fare le cose per bene.
Adesso si parla di input, output, outcome, performance, target, accountability; termini d'Oltremanica. Ci dobbiamo adattare ai concetti aziendalistici dei nuovi servizi pubblici, che devono essere smart, digitali, in house.
Io lavoro da 35 anni nella PA e, ad essere sincera, non vedo grandi cambiamenti: timbro la cartolina (per rimanere in tema anglofono la chiamerò badge), ricevo lo stipendio entro il 27 di ogni mese con piccoli aumenti percentuali derivanti da contratti collettivi nazionali, ricevo un premio di produttività simile agli altri colleghi una volta l'anno, non metto da parte niente perché il costo della vita è aumentato. Le mie performance? Valide, buone, come sempre.
Sapete la frase del noto romanzo Il Gattopardo “Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi ", mi sembra di essere finita nello stesso mood o loop (restando sull'inglese) ovvero “struttura o una sequenza che si ripete in modo continuo e ciclico".
Io so di essere fedele alla cosa pubblica, ne condivido i valori e l'etica, indipendentemente dal nome che assume quello che faccio, prestazione o performance che sia e pongo solo riflessioni ad alta voce, da condividere con colleghi che tengono duro e continuano a scegliere l'ente pubblico, ricordando che non basta cambiare il nome alle cose affinché le cose cambino.
Noi della vecchia guardia sappiamo di cosa stiamo parlando, così come lo sanno i giovani che approdano dagli istituti commerciali o da facoltà giuridiche, ancora intenzionati a fare i concorsi pubblici per profili amministrativi, laddove informatici ed ingegneri preferiscono buttarsi nel privato. Per cui, pur cambiando la terminologia, il luccichio non attrae le figure professionali avocate per innovare la PA, il nuovo lessico smart non funziona.
Ciò posto, preso atto che principalmente i primi entraranno a far parte della schiera dei dipendenti pubblici, cosa li aspetta una volta assunti? Li aspetta il ciclo delle performance. Lavorare per obiettivi, adottare misure di salvaguardia del valore pubblico, affidarsi alla valutazione del dirigente per conseguire un salario accessorio che prende il nome di produttività.
Per farlo, si parte dal mandato elettorale del Sindaco nel caso dei comuni, che ripassiamo insieme.
- Quando stendete il DUP (documento unico di programmazione) abbinate il valore pubblico, che può equivalere al benessere socio-economico, ambientale, sicurezza, sanità ecc. Il DUP si compone di obiettivi strategici (derivati direttamente dal mandato elettorale) e Operativi (associati alle risorse dell'Ente) tutti e due allineati con i vari valori pubblici es. se voglio lavorare sulla sostenibilità ambientale (obiettivo strategico) posso decidere di ampliare un'area a parco e renderla fruibile (obiettivo operativo) = perseguendo il valore pubblico benessere ambientale
- Quando calate gli obiettivi operativi nel PIAO (piano integrato di attività e organizzazione) tenete semper presente il vostro valore pubblico, nel caso dell'esempio quello ambientale, ed iniziate a prevedere le fasi in cui si compone il processo di ampliamento dell'area a parco. Ebbene, oltre a programmare, in sequenza, le azioni classiche di: progettazione, acquisizione di pareri, consulenze esterne, gara e affidamento per passerelle e panchine, dovrete preoccuparvi di programmare le misure di trasparenza e anticorruzione da mettere in atto durante il percorso, misure che rendono legittimo e trasparente l'azione amministrativa: che dovrà essere contraddistinta certo da imparzialità e buon andamento, ma anche da un comportamento performante, che combina la programammazione alla rendicontazione: ciò che viene programmato (pianficato) deve essere raggiunto in modo legittimo (con tanto di indicatori di misurazione dei risultati e degli impatti, questi ultimi in termini di valore pubblico: ingrandisco l'area a parco consentendo ai cittadini di fruirla maggiormente). Tutti voi avete la responsabilità delle azioni amministrative che mettete in essere, in altre parole accountability. Così abbiamo spiegato anche questo.
Il ciclo si chiude con la Relazione annuale sulla performance, che dà avidenza delle attività svolte nel perseguimento degli obiettivi di valore pubblico, facendo rientrare nella valutazione l'attuazione delle misure di prevenzione e/o riciclaggio e/o trasparenza: quindi occhio al risultato, all'impatto delle performance, all'incremento di valore pubblico, in questo caso, di benessere ambientale.
E se nell'area ampliata del parco non ci va nessuno?
Significa che pur avendo conseguito il risultato dell'ampliamento, ho cannato quello dell'impatto. Significa che ho sbagliato qualcosa. Forse la passerella è stata fatta sul passaggio dei coccodrilli in amore, oppure la panchina sistemata sotto i nidi delle tarantole. Ebbene, la Relazione annuale sulla performance mi consente di capire l'errore e di spostare sia la passerella che la panchina.
E la produttività? Quella arriverà comunque, perché ai sensi del D.Lgs. 150/2009 ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e valutare la performance, sia a livello organizzativo che individuale. Tarata però sugli indicatori di risultato, non di impatto.
Infondo l'impatto in termini di aumento del benessere ambientale si misura nel medio e lungo periodo, laddove gli indicatori di risultato misurano la performance annuale. L'indicatore di impatto mi dà il tempo di correggere il tiro e incrementare il valore pubblico nel triennio.
Non male, vero?
E' nostra responsabilità, accountability, ripartire da capo e finalizzare la fruizione della nuova area a parco nel triennio.